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Oltre un migliaio di persone per il saluto a Don Vittorio Chiari

27/12/2011

Il vescovo Caprioli ha ricordato la generosità di don Chiari e di come abbia portato lo spirito salesiano a Reggio. Del suo amore per i giovani e di come abbia abbracciato la Chiesa reggiana, amandola. Nella chiesa c’era un’atmosfera strana, di commozione e di allegria. ”Era come se il suo sorriso aleggiasse su di noi”, ha detto qualcuno alla fine delle esequie. Molti di CREATIV presenti ai funerali solenni a Milano.


Un migliaio di persone per le esequie di Don Vittorio Chiari - Il saluto integrale del Vescovo di Reggio Emilia

News: Un migliaio di persone per le esequie di Don Vittorio Chiari - Il saluto integrale del Vescovo di Reggio Emilia

Chiesa gremita per i funerali del salesiano. Letto il testamento spirituale contenuto nel suo ultimo libro. Oltre un migliaio di persone tra cui tantissimi reggiani per il saluto a Don Vittorio Chiari,  nella Chiesa dei Salesiani di Via Copernico a Milano. Una rappresentanza di CREAtiv accompagnata dal nostro Presidente Giulio Carpi, alla cerimonia funebre e il saluto commovente del nostro attore e regista teatrale Daniele Castellari poco prima del termine della cerimonia. 

Le foto della Cerimonia funebre a Milano MILANO - Sabato 12 Febbraio  i funerali di don Chiari nella chiesa di S. Agostino a Milano. La cerimonia del salesiano bergamasco, ucciso venerdì scorso da un tumore al fegato che gli era stato diagnosticato solo 50 giorni fa, è stata officiata dal vescovo di Reggio Emilia, Adriano Caprioli e dal suo ausiliario, monsignor Lorenzo Ghizzoni. In rappresentanza della Diocesi Ambrosiana, il Vescovo ausiliare Mons. Zappa. I fedeli e gli amici reggiani di don Vittorio, che nella nostra città ha lasciato un ricordo indelebile per aver diretto per 15 anni l’oratorio cittadino di via Adua, hanno gremito la chiesa milanese. 

La messa è durata circa due ore, con rito ambrosiano. Il momento più toccante, forse, alla fine quando il gruppo dei Barabba’s clown (il gruppo di clownerie fondato da don Vittorio che devolve in beneficenza l’incasso degli spettacoli) ha letto il testamento spirituale di don Vittorio. Il testo è contenuto in un libro, andato in stampa ieri, che il salesiano aveva iniziato prima che il sacerdote scoprisse di avere un tumore e che, incredibilmente, parla proprio di come affrontare la malattia. Don Vittorio, durante i suoi ultimi 50 giorni di vita, ha scritto questo testamento morale che ha aggiunto nel libro. Don Vittorio Chiari dice di sperare di arrivare in Paradiso con un asinello, un naso rosso da clown e una busta di raccomandazione per tutti gli amici che aveva quaggiù. Scrive che li aspetterà e farà posto per tutti loro. Così come si adopererà per accogliere in Paradiso tutti i diseredati e troverà tutte le maniere per farli entrare. Nel testo parla della sua invidia per i saltimbanchi, per gli artisti e per tutti coloro che sanno generare bellezza. Il libro, che si può considerare il suo testamento morale, da oggi si può trovare all’oratorio cittadino don Bosco. Ad allietare la messa con i canti il coro reggiano diretto da Giovanni Mareggini che ha cantato i brani che don Vittorio amava e che non sono di solito utilizzati nel rito ambrosiano.

Il vescovo Caprioli ha ricordato la generosità di don Chiari e di come abbia portato lo spirito salesiano a Reggio. Del suo amore per i giovani e di come abbia abbracciato la Chiesa reggiana, amandola. Nella chiesa c’era un’atmosfera strana, di commozione e di allegria. ”Era come se il suo sorriso aleggiasse su di noi”, ha detto qualcuno alla fine delle esequie.

 

Don Vittorio Chiari SdB 

La prolusione del Vescovo di Reggio Emilia che ha presieduto la celebrazione Eucaristica per le esequie di Don Vittorio Chiari 

MILANO. Don Vittorio ha compiuto il tempo del suo pellegrinaggio terreno il giorno 11 febbraio, che ha visto la Chiesa in pellegrinaggio alla grotta di Lourdes, dalla cui sponda eterna Maria guarda a noi pellegrini di questo mondo. Qui oggi ci siamo mossi in tanti in pellegrinaggio a questa terra, che ha generato don Vittorio alla fede operosa della Chiesa ambrosiana e ha forgiato il suo sguardo attento e benevolo, mai rassegnato. Qui don Vittorio ha visto nascere la sua grande passione educativa maturata nella famiglia di Don Bosco e affinata tra i ''barabitt'' di Arese, che l'allora arcivescovo G. B. Montini aveva voluto affidare ai Salesiani.

Dalla Lombardia, don Vittorio è partito alla volta della nostra terra emiliana, ha arricchito del carisma salesiano la nostra Chiesa reggiano-guastallese, secondo il desiderio coltivato a lungo dal vescovo Gilberto Baroni. A Reggio si è innamorato di una Chiesa della carità, della sua liturgia, della familiarità con la Parola, della scelta missionaria, e del legame di amicizia con i suoi vescovi e preti. Qui oggi ritorniamo, don Vittorio, dopo i giorni della tua malattia, dopo il pellegrinaggio dei tuoi amici alla nostra Pietra di Bismantova per dire alla Madonna: ''Il nostro amico è malato''; e ora per chiederti nel tuo ''faccia a faccia'' con il Signore della vita di pregare tu per noi, noi che abbiamo più bisogno. Sì, anche così, nel silenzio della morte, continui a parlarci: il tuo volto riflesso nello sguardo di tanti ragazzi e giovani dell'Oratorio, il tuo sorriso nelle mimiche dei tuoi educatori clown, la tua ''fantasia al potere'' nei progetti: l'annuale Tre Sere Giovani al Palasport, il teatro Regiò, il Meeting della montagna, Creativ i tuoi testi giubilari nelle voci del Coro diocesano. Hai amato la nostra Chiesa, nella sua storia, nelle sue figure, nelle sue cose belle da ammirare, più che brutte da criticare, splendida nei suoi Santi, nei suoi martiri della prima e ultima ora, nei suoi figli più generosi, preti e laici, uomini e donne: Chiesa dei Santi e Cattedrale dei viventi, nella quale amiamo vedere anche te come figura di Colui che sta in mezzo a noi come colui che serve.

+ S.E. Mons. Adriano Caprioli - Vescovo di Reggio Emilia - Guastalla
Milano, 12 febbraio 2011

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